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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Testone
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mwbgTestone è il nome di monete d'argento di modulo grande dal valore di un quarto di mwbwscudo. I primi cominciarono a circolare in Italia dopo il mwca1470.

Contents

Storia
Scozia
Note

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Storia

Probabilmente il primo testone fu quello coniato da mwdaGaleazzo Maria Sforza nel mwdq1474, o forse un anno prima, il 29 aprile 1473. Galeazzo autorizza Thomaso Portinari (banca dei Medici in Bruges) di fornire 'trecento d'oro testoni' per littere de cambio 'ad Gaspar Verbeke de Finadra nostro cantore' (Archivio di Stato Milan, Potenze sovrane 124, n. 90, Paul A. Merkley and Lora L.M. Merkley, Music and Patronage in the Sforza Court (Turnhout: Brepolis, 1999), p. 78.

Secondo molti studiosi l'apparizione dei testoni è uno degli eventi che segnano il passaggio dalla mwdwmonetazione medievale a quella mweamoderna.

Il testone è fondamentale nello sviluppo del ritratto nella monetazione rinascimentale (cfr. Sombart).

La moneta italiana verrà imitata in moltissimi Paesi europei, a iniziare dalla Francia di mwewLuigi XII.

I testoni pesavano tra i 9,5 e i 10 grammi d'argento.

Denominazioni

I testoni sono contraddistinti da vari nomi, per lo più in base alla zecca dove sono stati coniati.

Ecco l'elenco di quelli più significativi:

• alla romana - coniato a Bologna nel 1588 e inizialmente del valore di 2 mwgggiuli e 8 mwgwbaiocchi e mezzo
• all'unicorno - coniato da mwhqRanuccio II Farnese a mwhgPiacenza. La moneta reca al dritto lo stemma coronato con la legenda RAN. FAR. PAR. ET. PLA. DVX. V., mentre al mwiarovescio un unicorno scaccia i serpenti da un corso d'acqua; intorno ET. SIBI. ET. ALIIS.
• bianco - coniato a mwigGinevra e mwiwLucerna, dal valore di un quarto di mwjascudo
• da 24 Crazie - coniato a mwjgFirenze nel 1754 dal valore di 2 lire toscane; corrisponde al testone di mwjwFrancesco III di Lorena
• da 3 mwkqPaoli.
• della Benedizione - coniato a mwkwGenova nel 1554, dal valore di una mwlalira genovese.
• della Lorena - coniato nel XVI e XVII secolo dai duchi di mwlgLorena. Famosi quelli di mwlwNicola Francesco, uno con la propria immagine e l'altro con l'immagine della moglie, e cugina, Claudia di Lorena, figlia di mwmaMargherita Gonzaga (1635). Avevano la legenda MONETA NOVA FLORENT • CUSA. Furono coniati, in esilio, a Firenze.
• dell'mwmgidra - di mwmwErcole I, duca di mwnaFerrara, che aveva al rovescio l'mwnqidra a mwngsette teste.
• di mwoaFerrara - coniato per la prima volta da mwoqErcole I (1471-1505). Valeva tre soldi mwowmarchesini. La moneta fu oggetto di un bando emesso nel 1475 che ne preannunciava l'emissione per il 12 di giugno con un valore "mwpade 33 quattrini col Duca da un lato e s. Zorzo (san Giorgio) mwpqa cavallo dall'altro" (Calissino cit. in Martinori). Un testone di Ercole I fu detto dell'Idra e uno di mwpwAlfonso I fu detto del Sansone, entrambi per i soggetti rappresentati.
• di Francia - (mwqqteston) fu coniato per la prima volta da mwqgLuigi XII nell'aprile del mwqw1513.
• di Milano - furono in assoluto le prime monete con questo nome, coniate dal 1474 da mwrqGaleazzo Maria Sforza.
• dei Farnese - un testone di mwrwRanuccio I Farnese con l'immagine di sant'Ilario e uno, detto dell'unicorno, di mwsaRanuccio II Farnese
• di Savoia - emessi da per la prima volta da mwsgCarlo I (1482 - 1490). Filiberto II (1497-1504) fece coniare dei pezzi da valore di 4 testoni con il suo ritratto e con quello di Jolanda Luisa. I testoni coniati a Torino recavano come segno di zecca la lettera mwtaT. mwtqEmanuele Filiberto (1553-1580) fece coniare un testone alla zecche di mwtgVercelli, mwtwAosta e mwuaAsti. Erano contraddistinti rispettivamente dalle lettere mwuqV, mwugA e mwuwAST. Testoni furono coniati anche da mwvaCarlo II il Buono (1504-1553).
• fiorentino - noti quelli di mwvgAlessandro (1532 - 1537), mwvwCosimo I (1537-1574), di mwwaFrancesco I (1574-1587), di mwwqFerdinando II (1621-1670) e di mwwgCosimo III (1670-1723). Al rovescio solitamente era rappresentato mwxaSan Giovanni Battista seduto. Particolarmente bello il testone da quaranta soldi di mwxgAlessandro inciso da mwxwBenvenuto Cellini e datato 1535. Al retro erano rappresentati i SS. Cosma e Damiano. Questa moneta è considerata uno dei capolavori dell'arte medaglistica rinascimentale. Nella mwyaVita Cellini dice: "mwyqla prima che io feci si fu una moneta di quaranta soldi, con la testa di Sua Eccellenzia da una banda e dall'altra un San Cosimo e un San Damiano. Queste furono monete d'argento, e piacquono tanto, che il Duca ardiva di dire che quelle erano le più belle monete di Cristianità. " Esiste anche un testone fatto coniare da Cristina di Lorena, vedova di mwywFerdinando I e mwzareggente di mwzqMontepulciano. La moneta presenta al dritto: nella legenda le lettere D.M.P. sono interpretate da alcuni come "mwzgDe Metallis Petrae Sanctae", mentre altri suggeriscono "mwzwD(omina) M(ontis) P(olitiani)". Aveva al rovescio la legenda MONETA NOVA FLORENT • CUSA e la data mwaa.
• genovese - coniato da mwagGian Galeazzo Maria Sforza, duca di Milano che fu signore di Genova dal 1488 al 1494. Più tardi, nel 1554, fu coniato il testone della benedizione.
• modenese - coniato da mwbaErcole I, mwbqAlfonso I, l'imperatore mwbgMassimiliano e i papi mwbwLeone X, mwcaAdriano VI e mwcqClemente VII.
• napoletano - pari a un doppio mwcwcarlino.
• papale - il primo è quello da due grossi di mwdqSisto IV. Fu la prima moneta a portare l'immagine di un pontefice.
• portoghese - coniati a partire dal XVI secolo col nome di mwdwtestão.

Testoni furono coniati anche a:

• mwfaCasale dai mwfqPaleologo dove alcuni presero il nome di Azzalino. Quello di Guglielmo II (1494-1518) aveva al dritto il busto del Marchese. Bonifacio II Paleologo X (1518–1530) ne coniò uno che recava l'mwfgaquila mwfwbicipite e un altro con lo stemma e la mwgacroce al rovescio.
• mwggMirandola dai Pico. Gian Francesco II (1469-1533) ne coniò uno con il libro e l'Ascensione e uno con il ritratto con la corazza e lo stemma mwhq mwhgArchiviato il 22 maggio 2006 in Internet Archive.. mwiaAlessandro I (1617-1637) emise un mezzo testone: al dritto ALEX DVX MI R I MAR CONCO R III e lo stemma coronato partito in quattro mentre al rovescio la legenda TVTISSIMA QVIES circondava un'mwiqaquila mwigbicipite.
• Cornavin, vicino a mwlaGinevra, da mwlqCarlo I di Savoia. Sopra lo stemma di Savoia al rovescio c'era il nodo di Savoia.
• mwlwBellinzona verso il 1520 con il nome e le armi dei cantoni mwmaUri, mwmqSchwyz e Unterwalden. Quest'ultimo non esiste più. Al rovescio mwmgSan Martino, stante con vessillo e spada puntata verso il basso mwmw.
• mwnqMesserano da Ludovico II mwngFieschi e Pier Luca II Fieschi.
• mwoaDesana da Giovanni Bartolomeo Tizzone (1529-1533); al dritto un'mwoqaquila ad ali spiegate e al rovescio Sant'Alessandro con il vessillo e la spada.
• mwowAsti da Ludovico di Orléans, 1465-1498
• Savona durante le Signorie di:Luigi XII dal 1499-1512, Guido Fregoso dal 1512-1512 e Francesco I, re di Francia nel periodo 1515-1528; tutti i tipi con al verso la Vergine seduta col Bambino e al dritto lo scudo civico.

Testone di Milano

Il testone fu coniato per la prima volta a Milano nel 1474 dal mwqaduca mwqqGaleazzo Maria Sforza che ne fu il signore dal mwqg1466 al mwqw1476. I conii furono incisi da mwraCristoforo Foppa, noto con il soprannome di mwrqCaradosso (ca. 1452-1527). Pesava ca. 9,78 grammi al titolo del 962/1000, notevolmente elevato per l'epoca.

Secondo mwrwEdoardo Martinori la serie "costituisce quanto di più artistico ed interessante è stato coniato in Milano specialmente per la monetazione dell'argento". I testoni furono coniati fino a mwsaFilippo II (1556). Uguale nome ebbero le monete d'oro che avevano caratteristiche simili.

Coniarono testoni d'argento, tra gli altri, mwswGian Galeazzo Maria Sforza, mwtaLudovico il Moro sia con il nipote Gian Galeazzo, sia da solo. Subito dopo la morte dell'amatissima moglie mwtqBeatrice d'Este (1497), Ludovico fece coniare un testone con l'effige propria sul recto e della moglie sul verso; esso è uno dei primi esempi di monetazione in cui l'effige della moglie accompagni quella del signore e marito, testimonianza di grande amore e ammirazione nei confronti della consorte.cite-ref-1[1] Del testone, che probabilmente fu coniato in argento, sono rimaste le sole prove in rame.cite-ref-2[2]

Ci sono anche testoni di Giovanni Galeazzo Maria durante la reggenza di mwwaBona di Savoia (1476-1480). Al dritto il busto velato di Bona di Savoia dx con la legenda intorno: (testina di Sant'Ambrogio) BONA . 7. IO . GZ . M . DVCES . MELI . VI . Al rovescio: (testina di Sant'Ambrogio) SOLA . FACTA . SOLVM . DEVM . SEQVOR. intorno alla Fenice sul rogo, ad ali spiegate.

Testone pontificio

Il primo papa a coniare un testone fu mwxqSisto IV. Furono coniati con il ritratto papale da mwxgpapa Leone X.

mwyaPapa Clemente VII ne fece coniare uno per il mwyqgiubileo del mwyg1525.

Inoltre coniarono testoni con la propria effigie i papi mwzaPaolo III, mwzqGiulio III, mwzgGregorio XIII, mwzwSisto V, mw0aClemente VIII, mw0qPaolo V, mw0gUrbano VIII, mw0wInnocenzo X, mw1aClemente X, mw1qAlessandro VIII, mw1gClemente XI e mw1wClemente XII.

Gli altri papi coniarono monete con lo stesso nome ma senza il loro ritratto.

A Roma alla fine del Settecento il valore del testone era:

1 testone = 3 mw3agiuli = 6 mw3qgrossi = 30 mw3gbaiocchi = 150 mw3wquattrini
10 testoni = 1 mw4qdoppia d'oro

I testoni nello mw4wStato della Chiesa circolarono fino all'inizio del mw5aXIX secolo.

Sotto mw5gPio VII il testone recava al dritto lo stemma di papa Chiaramonti e al rovescio i Santi Pietro e Paolo stanti con una colomba in alto.

La moneta pesava 7,928 g, aveva un diametro di 31mw6a mm; il titolo dell'argento era del 917/1000. Il fino era di ca. 7,269976 g di argento.

Dopo la caduta di mw6gNapoleone, le monete con questo valore furono coniate solo nel 1830, con la nuova indicazione del valore (30 mw6wbaiocchi). Il peso e il titolo erano quelli del vecchio testone, ma il diametro, grazie al miglioramento della tecnica di produzione, era passato a 26mw7a mm, dando così luogo a una moneta più spessa. La moneta da 30 baiocchi venne coniata durante la sede vacante del 1830 e nel 1834 da mw7qGregorio XVI.

Nel 1834 cala il titolo che passa a 900/1000. Nonostante l'aumento di peso da 7,928 a 8,069 grammi, il fino, anche se di poco, cala a 7,2621. Fu coniato fino alla morte di Gregorio.

Questa è l'ultima moneta che in qualche può essere ricondotta al testone.

Inghilterra

Il mw9amw9qtestoon viene coniato in mw9gInghilterra per la prima volta sotto mw9wEnrico VII (1485 - 1509) verso il 1487, nell'ambito della sua riforma monetaria. Il testoon valeva 12 mw-apenny. È anche detto "mw-qtester".

Il sistema era costituito dalle seguenti monete d'argento:

• mw-qFarthing (1/4 d)
• Half penny (1/2 d)
• mwaqaPenny (1 d)
• Half groat (2 d)
• mwaqmGroat (4 d)
• Testoon (12 d oppure 1 s)

L'oro era rappresentato da

• Sovreign (20 scellini)
• mwaqoRyal (10 scellini)
• mwaqwAngel (6 scellini)

Anche sotto mwaq4Enrico VIII (1509 - 1547) ed mwaq8Edoardo VI (1509 - 1553) furono coniate monete con lo stesso nome.

Più tardi, dopo la riforma monetaria del 1551 di Edoardo, la moneta prese il nome di mwarescellino.

Francia

Fu emesso per la prima volta, con il nome di mwarqteston, da mwaruLuigi XII nell'aprile del mwary1513. Il re emise queste monete d'argento con l'immagine reale per finanziare le guerre d'Italia. Imitava le monete italiane ed inizialmente valeva 10 soldi mwarctornesi.

Testoni e frazioni furono coniati anche da mwarkFrancesco I (1515-1547), mwaroEnrico II (1547-1559), mwarsFrancesco II (1559-1560), mwarwCarlo IX (1560-1574), mwar0Enrico III (1574-1589).

Il testone durò in Francia fino al regno di mwar8Enrico III che ne proibì la coniazione poco dopo la sua salita al trono.

I più belli furono quelli coniati da mwaseFrancesco I.

Testoni furono coniati anche dalle zecche feudali di:

mwasuDombes da Henri de Montpensier (1573 - 1608)
mwasgNavarra da re mwaskEnrico II di Navarra (1516-1555)

In mwassmwaswLorena testoni, mezzi testoni e quarti di testone furono coniati nel XVI e XVII secolo. Tra i Granduchi che emisero i testoni possono essere citati mwas0Antonio detto il Buono, mwas4Carlo III, nipote dell'imperatore mwas8Carlo V, mwataEnrico II, mwateCarlo IV mwatiLeopoldo I e mwatmNicola Francesco.

Scozia

In Scozia il mwatcmwatgtestoon d'argento fu coniato nel mwatk1553 con mwatoMaria Stuarda (1542-1567). La moneta del 1553 valeva 4 scellini scozzesi e recava al dritto la testa della regina. Il conio era stato inciso da Antoine Brucher alla zecca di Parigi.

Il testoon del 1553 aveva al dritto la testa di Maria e intorno la legenda: MARIA . DEI . GRA . R . SCOTORUM. Al rovescio c'era lo stemma scozzese, con il mwatwleone rampante circondato dalla legenda: DA . PACEM . DOMINE . 1553

In seguito dal 1555 al 1558 furono coniate monete dal valore di 5 scellini scozzesi. Le nuove monete recavano al diritto lo stemma di Scozia fiancheggiato dalle lettere mwat4M e mwat8R. Intorno la legenda MARIA . DEI . GRA . SCOTOR . REGINA. Al rovescio una mwauacroce di Gerusalemme e intorno IN VIRTVTE TVA LIBERA ME e la data. Altre recavano al dritto il monogramma di Maria e lo stemma sovrapposto alla croce al rovescio.

Dopo il matrimonio con mwauiFrancesco di Valois furono coniate monete con gli stemmi e le iniziali di Maria e Francesco. Al diritto il monogramma FM aveva ai lati il giglio di Francia e il cardo scozzese; intorno VICIT LEO DE TRIBV IVDA. Al rovescio lo scudo con gli stemmi di Francia e Scozia; intorno FRAN . ET . MA . D.G. R:R: FRANCO . SCOTO.

Altri testoni erano stati coniati dai coniugi in qualità di Re e Regina di Scozia e di Delfino e Delfina di Francia.

Durante la vedovanza emise un testone con il ritratto. Dopo il matrimonio col mwauuLord Darnley fu coniato un nuovo testone. Questa fu l'ultima moneta scozzese con questo valore.

Nel 1578, durante il regno del figlio, mwaucGiacomo VI di Scozia, ci fu una rivalutazione e sulle monete da uno e da mezzo testone fu apposta una mwaugcontromarca con un cardo coronato e il valore portato rispettivamente a sette scellini e sei pence e a tre scellini e nove pence.

Portogallo

Anche una moneta portoghese ebbe questo nome (testão o tostão).

Fu coniato per la prima volta da mwauwManuele I (1495-1521) con un peso di 9,13 g di argento.

Testoni furono coniati anche da Antonio, figlio di Luigi, figlio di re Manuele, nel 1580. Nel XIX secolo era arrivato a 2,29 g

mwau8Tostão era anche il nome della moneta brasiliana da 80 mwavareal (pl. reis).

Letteratura

Testoni sono citati anche ne "Gli Innamorati" di mwavmCarlo Goldoni,cite-ref-3[3] ove un personaggio precisa che "mwavgun testone vale, in Milano, quarantacinque soldi di buona moneta" e in un mwavksonetto di mwavoGiuseppe Gioacchino Belli (La fruttarolettacite-ref-4[4]) dove l'autore, nella nota, ne indica il valore: "mwav8Testone: moneta d'argento di tre paoli".

La moneta è anche citata nella "mwaweChanson de La Palisse":

...

mwawyUn devin, pour deux testons, Lui dit, d'une voix hardie, Qu'il mourrait delà des monts S'il mourait en Lombardie.

...

Il testone e il suo valore sono ovviamente indicati anche nei testi economici dell'epoca.

Note

cite-note-11. mwaxmmwaxqmwaxuLa Zecca di Milano, su mwaxypiazzascala.altervista.org.
cite-note-22. mwaxomwaxsMalaguzzi Valeri,mwaxw p. 126.
cite-note-33. mwayaTesto mwayeArchiviatomwayi il 18 aprile 2003 in mwaymInternet Archivemwayq..
cite-note-44. mwaykTesto.

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Cataloghi

• citerefgiganteFabio Gigante, Monete italiane dal '700 all'avvento dell'euro, 21ª ed., Varese, Gigante, 2013, ISBN 978-88-89805-35-0.
• citerefmontenegroEupremio Montenegro, Manuale del collezionista di monete italiane, 29ª ed., Torino, Edizioni Montenegro, 2008, ISBN 978-88-88894-03-4.
• S.I.A.: Catalogo Alfa ()

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